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Da questa parte del mare, aspettando Terra Madre

slowfood | Articoli in evidenza | Mag 15, 2016| No Comments »

Cari amici,

Oggi vi scrivo a proposito di una situazione molto grave che sta colpendo una parte consistente del mondo che abitiamo: si tratta dell’emergenza umanitaria legata alle migrazioni di quella larga fetta di popolazione in fuga da Paesi in crisi per guerra o instabilità politica.

In questo momento i valori dell’Europa sono a rischio, vengono alzate recinzioni e muri in spregio agli ideali di comunità e solidarietà su cui nella teoria questa stessa comunità si fonda. Il sospetto lievita nei cuori pieni di paura dando vita a derive estremiste che avremmo dovuto imparare a temere e arginare.

Il teatro più critico di questa deriva è la Grecia, che sta accogliendo la maggior parte dei richiedenti asilo, spesso confinandoli in campi di detenzione, con standard di vita inaccettabili e senza alcun monitoraggio imparziale di ciò che al loro interno succede. A fianco ai campi governativi, sorgono poi veri e propri insediamenti improvvisati ai posti di confine, in cui i migranti si riversano sperando in un’apertura che è ormai una chimera. E’ il caso di Idomeni, dove si sono toccate anche le 10.000 presenze senza alcuna infrastruttura di accoglienza se non quelle messe in piedi in fretta e furia da comitati spontanei di cittadini, associazioni e organizzazioni internazionali come Medici Senza Frontiere.

Penso che rimanere silenti di fronte a questa situazione non sia più possibile. Se noi, come cittadini e come movimento, vogliamo essere davvero globali e vogliamo stare con coscienza nel mondo, non possiamo non fare qualcosa per aiutare chi, in situazioni di estrema difficoltà, è costretto a lasciare la propria casa e la propria terra. Spesso mi avete sentito pronunciare un detto di Langa “Poco è poco, niente è troppo poco”. Credo che mai come in questo caso la saggezza popolare sia calzante. Urge dare almeno un segnale, che anche se sarà una goccia nel mare vuole comunque testimoniare che noi non ci stiamo.

Negli scorsi giorni abbiamo aperto un conto corrente destinato a raccogliere fondi per far fronte all’emergenza. Abbiamo chiamato questa operazione “Da questa parte del mare, aspettando Terra Madre” per ricordare un grande amico che da sempre si è battuto per i diritti dei migranti, Gian Maria Testa.

Ci siamo dati un obiettivo di 100.000 euro che destineremo in parte a quei comitati di cittadini che lottano per dare condizioni di vita dignitose a chi approda in Grecia e in parte per garantire alloggio sui nostri comuni a coloro che, ottenuto l’asilo in Italia, non hanno alcun mezzo di sostentamento.

Se l’obiettivo dei 100.000€, oltre a essere raggiunto, dovesse venire addirittura superato, quello che rimarrà verrà destinato al sostegno dei viaggi dei contadini di Terra Madre provenienti da zone di guerra. Sono infatti più di trenta i paesi del mondo che oggi sono in condizioni di conflitto e instabilità, ed è nostro dovere garantire anche ai contadini provenienti da quelle zone il diritto alla partecipazione alla grande riunione di Torino. Per questo ogni euro raccolto in più verrà speso in questo modo. I contadini sono l’anima del nostro movimento, e lo sono ancora di più quando ci ricordano che la felicità esiste solo quando è di tutti, e non c’è benessere se una parte del pianeta soffre.

Chiedo a tutti voi un aiuto in questo senso. Mai come oggi è importante “restare umani”, provando ad allargare gli orizzonti dai nostri problemi quotidiani per abbracciare le difficoltà di chi è costretto a mettere in gioco la propria vita nel mare in tempesta che sono questi tempi difficili.

Ogni donazione, anche piccola, è benvenuta e importante, di seguito trovate le coordinate bancarie sulle quali versare:

Slow Food Italia – Da questa parte del mare, aspettando Terra Madre

IBAN IT70 O 033 5901 6001 0000 0142 989

Grazie a tutti per ciò che potrete fare, un abbraccio,

Carlin

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